martedì 20 ottobre 2015

Recensione Flash...Retrò: Un cuore in inverno


Anno e Nazione di Produzione: Francia 1992

Genere: Sentimentale

Durata: 92 minuti

Cast: Daniel Auteuil, Emmanuelle Béart, André Dussolier, Maurice Garrel

Regista: Claude Sautet

Stephane e Maxime sono amici, e soci in affari. Liutai esperti, condividono la passione per un lavoro ben fatto e la dedizione ai loro clienti. Più estroverso Maxime, chiuso e riservato Stephane. L'amicizia, tra i due, cambia quando nella vita di Maxime arriva Camille, giovane violinista di successo e non ennesima avventura dell'uomo. Un po' per gioco, un po' per noia, attirato dall'aura dell'artista, Stephane ingaggia con lei un gioco tacito, di fascinazione e supporto che per Camille si trasforma in amore. Quello che non le dà Maxime, lo cerca in Stephane, più affine a lei. Quando la donna si dichiara, totalmente sopraffatta dall'uomo, Stephane comprende non solo di aver commesso un errore, ma di aver risvegliato qualcosa in lui che doveva rimanere dormiente.
Il cuore in inverno di Claude Sautet è quello di Stephane, cinico e anaffettivo per scelta. L'uomo lascia cantare il violino di Camille, se ne prende cura, ma evita la sinfonia d'amore per lui suonata dalla ragazza. Il cuore di Stephane è scordato, e vuole rimanere tale anche se la capace violinista era riuscita a toccare qualche corda. La cassa armonica deve rimanere vuota, inospitale, anche se dopo la dichiarazione della ragazza, Stephane inizia ad avvizzire: l'incantesimo "invernale" è rotto e non potrà tornare indietro. Camille decide di andare avanti, con Maxime, ma nello sguardo avrà sempre quella sinfonia a metà. Attori ottimi, così come la regia, per un film che lascia la sua impronta nel cuore.

Il trailer:

 

Consigliato: Assolutamente sì

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