martedì 23 agosto 2016

Recensione Flash: Escobar


Anno e Nazione di Produzione: Francia, Spagna, Belgio 2014

Distribuzione in Italia: Good Films

Titolo Originale: Escobar - Paradise Lost

Genere: Thriller

Durata: 120 minuti

Cast: Benicio del Toro, Josh Hutcherson, Claudia Traisac, Carlos Bardem, Brady Corbet

Regista: Andrea Di Stefano

Nick e il fratello Dylan si trasferiscono in Colombia: il loro sogno è di vivere in quel paradiso e magari poterci lavorare, dando lezioni di surf. L'allestimento del loro piccolo rifugio sulla spiaggia, nei pressi di Medellin, inizia così. Un giorno, in città Nick conosce Maria: colpo di fulmine per entrambe. I ragazzi bruciano le tappe, e Maria chiede a Nick di conoscere suo zio Pablo per fare l'ingresso in famiglia, e potersi così sposare. Il ragazzo non sa che sta per conoscere il signore della droga: Pablo Escobar Gaviria.


Non so voi, ma a me intriga sempre tanto quando un attore passa dietro la cinepresa, e non fa eccezione il romano Andrea Di Stefano: alla sua opera prima con Escobar, in uscita nei cinema il 25 agosto, Di Stefano è anche autore della sceneggiatura, basata su una storia vera. Lo conoscevo da Cuore Sacro e la fiction Medicina Generale, ma scorrendo la sua filmografia ho letto vari lungometraggi internazionali: non a caso il regista/attore parla correntemente inglese e francese.



Presentato l'anno scorso al Festival di Roma, con cast al completo, il film è già uscito negli Stati Uniti, riscuotendo un discreto successo e ottenendo risonanza internazionale. Nei cinema statunitensi è arrivato quasi in contemporanea con la serie TV di Netflix, Narcos, che vede protagonista un grande Wagner Moura: se non l'avete ancora vista, vi ordino di farlo immediatamente!
A giorni, il film sarà anche nelle nostre sale e vi consiglio di non perderlo. Perché? E' presto detto: il film può vantare un ottimo cast, una sceneggiatura convincente ed efficace, e una regia magistrale. Non sembra nemmeno un'opera prima ma, per la maturità di regia e sceneggiatura, il film di un regista di lungo corso.



Parlando del cast, Di Stefano ha affermato che per il personaggio di Escobar aveva pochi dubbi su chi affidare il ruolo: il premio Oscar Benicio Del Toro era la sua unica scelta. E io posso aggiungere anche che è stata una scelta ad hoc: l'attore portoricano domina la scena, un gigante del male ottimamente interpretato da Del Toro che ha saputo dare al personaggio quel furore, quella pazzia propria dell'uomo (e mito). Il drug lord colombiano era un uomo deviato, che aveva di sé un'immagine di benefattore e dispensatore di benessere, per la sua famiglia e il suo popolo. La Storia fornisce la vera versione dei fatti: Escobar ha lasciato una scia di sangue in tutta la Colombia (e non solo), un gangster contemporaneo, ma senza quel savoir faire tipico dei suoi colleghi nei Roaring Twenties (come Bonnie e Clyde citati da Escobar/Del Toro nel film). Il premio Oscar ha saputo racchiudere in uno sguardo la follia lucida di quest'uomo, senza dimenticare la sua sfrenata ambizione criminale.


Quando ho letto che nel cast c'era anche Josh Hutcherson, la star di Hunger Games, sono rimasta un po' così e mi sono chiesta: che ci fa uno come lui in un film del genere? Quanto può essere vincolante il ruolo in un teen-movie per un attore? Davvero tanto, e spetta al singolo spettatore avere la curiosità di scoprire anche altro di quell'interprete. Hutcherson mi era piaciuto già tanto in Hunger Games: tolti i primi due film della saga, a partire dal terzo il suo personaggio, Peeta Mellark, va incontro ad un cambiamento radicale di personalità. Josh è stato stupefacente, e quella bravura l'ha portata anche in Escobar. Di Stefano ha raccontato di averlo scelto prima del suo grande successo internazionale: giusta precisazione del regista che ha motivato, tra le righe, la sua scelta puramente artistica, e non di marketing. Hutcherson, ragazzo innocente e ignaro, spinto dall'amore per Maria, nel film affronta uno snaturamento, per sopravvivere e affermare la sua onestà. Anche se Escobar lo infetterà, instillandogli terrore. Anche Claudia Traisac non è da meno, ottima la sua interpretazione che ha saputo bilanciare con i personaggi di Nick e lo zio Pablo.
Decisamente un ottimo film, con un ritmo costante e serrato nella narrazione: non ci si annoia un minuto. Mi aspetto, spero presto, un'altra grande prova da regista di Andrea Di Stefano.

Il trailer:


Consigliato: Assolutamente sì


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